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La Gran Maestra della GLMFI  è intervenuta ai lavori del XVI incontro dell’Unione Massonica del Mediterraneo, tenutasi a Toledo dal 14 al 17  aprile 2016.

Qui di seguito il testo integrale del suo intervento

 

Società complessa e variegata quella attuale: complessa perché globale e glocale (vale a dire con una compresenza dello straniero nell’habitat originario di ciascuno), articolata non solo su un territorio nazionale, definito e concluso nei suoi confini geografici, ma esondata, ormai da molti anni, al di là delle delimitazioni territoriali.

Incontro scontro di culture, religioni,abitudini, profonde convinzioni, regole di comportamento, etica dei sentimenti e storiche tradizioni.

In questo mondo del terzo millennio, globalizzato e glocalizzato, dai grandi flussi migratori e dai grandi conflitti, acuiti dal terrorismo internazionale, è necessario individuare un momento di sintesi, di tregua, nel quale la Massoneria possa apportare il proprio contributo.

In tale contesto, i valori etici di riferimento possono essere ricercati nella tolleranza e nella temperanza, conosciuti e perseguiti dai Fratelli e dalle Sorelle massoni che oggi, attraverso un’attualizzazione dei valori tradizionali, assumono significati ulteriori.

Essere tolleranti non significa solo accettare le diversità dell’altro, ma adoperarsi anche per promuoverle. Significa considerare in maniera espansiva i diritti umani, come quei diritti che non sono riferiti solo alla vita e alla morte, ma anche alle diverse condizioni esistenziali, come il diritto alla salute, il diritto ad una migliore qualità di vita, il diritto a poter esprimere i propri valori culturali.

Essere “temperanti”, ove il concetto di temperanza viene inteso nel senso lessicale di “moderazione, osservanza della giusta misura”, vuol dire dominare pulsioni troppo precipitose, regolare il momento, il contingente, per recuperare una visuale prospettica delle cose, virtù non facile da perseguire, allorché tutto muta tanto vertiginosamente.

L’etica massonica, che affonda le sue radici nella tradizione esoterica, si arricchisce in tal modo di un elemento ulteriore che manca nelle altre tradizioni culturali, etiche e religiose. I Massoni sono uomini e donne di ricerca e anche nel settore dell’etica assumono questo atteggiamento senza chiudersi. Prestano attenzione ai valori della tradizione adattandoli alle nuove condizioni e sforzandosi di ricercare nuovi valori applicabili alle situazioni attuali come accade nel campo della bioetica delle biotecnologie, dei cibi transgenici e delle tematiche riferite alla cura dell’ambiente urbano e naturale; e lo fanno obbligandosi a riflettere guidati, appunto, dai fari della “tolleranza” e della “temperanza”.

Per questo l’etica perseguita dalla Massoneria può essere definita un’etica di frontiera perché non è chiusa in sé stessa, non è definitiva, poggia sulle dinamiche del cambiamento e come tale è sempre innovativa, operando come un acceleratore del progresso dell’uomo, della promozione umana, della responsabilità e della giustizia sociale.

Prima di poter parlare di sfida etica al mondo attuale è necessario focalizzare come l’uomo moderno e oggi rappresentato. I filosofi T. Hobbes, N. Machiavelli e I. Kant, si uniscono in un unico pensiero che identifica l’uomo moderno come scisso in due “io” esattamente contrapposti:

  • un “io” dissimulato, egoista, interessato, proteso alla ricerca del piacere
  • un “io” pubblico, di facciata che manifesta una finalità di giustizia e di propensione al bene comune

Tale identificazione trae origine dalla perdita di valori, derivante da una società che promuove il “narcisismo antitetico” al rispetto dei valori e non quello positivo e proattivo, necessario alla buona riuscita di un’azione ed il cui risultato possa essere utile sia a chi agisce che al suo prossimo o alla collettività. La società odierna, offrendo meno limitazioni al comportamento, avalla l’azione libera dei narcisisti intesi nell’accezione più ampia del termine che non considerano l’interesse altrui ma mirano unicamente ai loro scopi. Tale decadimento comporta per l’individuo:

  • la perdita del sé e della propria identità
  • la mancanza di umanità
  • la valorizzazione dei sentimenti
  • l’assenza di empatia, condizione essenziale per la convivenza tra gli esseri umani

Come possiamo noi Iniziate e Iniziati mettere a frutto il nostro quotidiano per ricondurre il nostro Sé ad un’etica di Vita? E’ necessario e indispensabile che ognuna e ognuno di noi, con “il Lume della propria Scienza Muratoria” lavori sul proprio “io” affinché prima nel proprio intimo, e successivamente nella collettività, elabori e attui un codice etico comportamentale. Ciò al fine di contribuire e divenire parte integrante del più ampio processo di evoluzione umana tesa ad una maturazione psichica, spirituale e materiale che consenta di conoscere i confini:

  • tra il bene e il male
  • tra il giusto e l’ingiusto
  • tra il lecito e l’illecito

e poter condividere con gli “Altri” i principi da osservare, avendo come scopo ultimo il rispetto per il “Prossimo”.  La riscoperta dell’ “Ethòs” è la chiave che potrà consentire di non usare l’Altro come mezzo ma sempre come fine.

Fin dagli albori la Massoneria, grazie ai suoi principi ei suoi valori, ha contribuito fattivamente ed attivamente a porre le basi per la nascita e la crescita delle principali società democratiche. Lo scenario mondiale in cui stiamo vivendo fatto di violenze, disuguaglianze e del terrorismo che utilizza come pretesto il fondamentalismo religioso, sta profondamente cambiando gli antichi valori delle società democratiche.

E il bacino del Mediterraneo è pervaso da tante e profonde contraddizioni, ingiustizie economiche e sociali e discriminazioni di varia natura.

Proprio in questo contesto la Massoneria si può inserire per portare il proprio fattivo e prezioso contributo. Grazie alla pratica dei principi fondamentali della Libera Muratoria noi Sorelle e Fratelli massoni possiamo trasmettere ai profani sentimenti di Libertà, Uguaglianza e Fratellanza, permettendoci di esprimere le nostre potenzialità nel rispetto del prossimo. La Tolleranza, prima virtù di ogni Libera Muratrice e Libero Muratore, ha alla base l’idea che ogni donna ogni uomo, di carattere e condizione differente, possano sedere fraternamente gli uni accanto agli altri. Questo principio, praticato nella vita profana, ha una potenza incredibile perché permette di infondere l’idea che l’uomo debba essere rispettato nella sua diversità senza nessuna forma di intolleranza e discriminazione.

Al centro di tutto c’è l’Uomo che deve essere riconosciuto, rispettato ed ha accettato nelle sue diversità in modo che possa esprimere al meglio se stesso ed i propri talenti.

Noi dobbiamo avere fiducia nell’Uomo e trasmettere a chi è accanto a noi questa fiducia. Non dobbiamo mai scordarci i nostri tre doveri: ogni giorno dobbiamo fare tesoro del silenzio dell’apprendista grazie al quale possiamo comprendere davvero cosa gli altri ci comunicano; non dobbiamo scordare che è nostro dovere soccorrere le sorelle i fratelli ogni qualvolta ne abbiamo bisogno; dobbiamo uniformarci agli statuti della Massoneria grazie ai quali possiamo accedere ai principi della Libera Muratoria.

Con il silenzio e con l’esemplarità richiesti a noi Massoni dobbiamo trasmettere ai profani i nostri principi e dobbiamo far comprendere loro che l’Uomo è un essere in continua evoluzione che per crescere deve ampliare il proprio punto di vista ed aprire la mente a se stesso ed agli altri prendendosi proattivo verso il cambiamento e la comprensione di idee e punti di vista differenti. La Massoneria tutta oggi deve sentire gravare sulle sue spalle un grande peso: come difendere (affermandoli con ancor maggior forza) i nostri valori ovvero quei tre pilastri che hanno guidato l’Umanità nei secoli portando ad essa la luce, il progresso, la capacità di discernimento razionale, la solidarietà e l’umanità. Sono quei tre pilastri di Libertà, Uguaglianza e Fratellanza che soli, oggi, potrebbero contribuire ad inaugurare una nuova stagione di pace, di armonia e di fratellanza fra le genti del mondo.

Noi siamo in grado di far sedimentare valori lavorando di giorno per affermarli: all’interno delle nostre famiglie, nei luoghi di lavoro, con le nostre amicizie, con i nostri figli, parenti e amici. Le nostre parole e d il nostro credo non è mai stato vano, il nostro lavoro ha sempre contribuito al progresso e se pure non lo abbia fatto sulle pagine dei giornali e sugli schermi dei tabloid, siamo ormai giunte a cambiare il pensiero dell’uomo come dall’interno lavorando alle basi della società anziché nelle sue manifestazioni esteriori.  Questo dobbiamo incessantemente continuare a fare ogni giorno, con umiltà e fierezza, con consapevolezza e senza ombra di arroganza. Dobbiamo trovare il coraggio e la possibilità di uscire fuori, di farci conoscere, di mostrare al mondo intero chi siamo e per cosa lavoriamo. Dobbiamo dimostrare la validità delle nostre azioni presentandoci all’esterno e non ritirandoci all’interno. Alziamo la voce e portiamo a conoscenza del mondo intero il nostro esempio. Servirà tutto: scrivere, comunicare, organizzare, portare fuori il nostro nome. Tutto sarà utile per affermare valori che ormai solo la Libera Muratoria sembra ancora  custodire e proteggere.

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