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SUMMARY:Intelligenza artificiale: LEVA di emancipazione per le donne - Taranto - 6 Giugno 2026
DESCRIPTION:Libere e autonome: chi sono e cosa fanno le donne della Gran Loggia Massonica Femminile d’Italia (…) Le modalità di ingresso  Per le donne interessate ad avvicinarsi alla realtà della Glmfi\, il primo passo consiste nel contattare l’istituzione tramite il portale ufficiale dell’ordine. Segue un percorso di valutazione molto accurato\, pensato per verificare la sincerità e la compatibilità della candidata con la vita di loggia. Dal punto di vista pratico\, l’adesione comporta una quota annuale\, necessaria al mantenimento delle attività. Questo percorso locale si inserisce nella più ampia cornice della Gran Loggia Massonica Femminile d’Italia (Glmfi)\, un ordine iniziatico tradizionale nato nel 1974. Come spiega con fermezza la Gran Maestra Ambra Galla: “La nostra è una storia di caparbio lavoro e grande perseveranza che ha origini nel 1974\, una storia di volontà di emancipazione e di ricerca di un contesto libero in cui evolvere verso maggiori consapevolezze conquistando spazi di autodeterminazione”. Oggi la Glmfi rappresenta l’unica istituzione massonica italiana esclusivamente femminile a essere regolarmente registrata e costituita in osservanza delle leggi dello Stato\, governata da un consiglio federale con al vertice la Gran Maestra\, e forte di relazioni consolidate con le maggiori Obbedienze europee ed extraeuropee. 						\n				\n				\n		\n				\n				\n																										\n				\n				\n					\n				\n		\n					\n				\n				\n							(…) L’espressione tradizionale definisce la candidata come una donna “libera e di buoni costumi”. (…)  Si tratta\, spiega Ambra Galla\, di “una donna libera mentalmente da condizionamenti\, autonoma economicamente\, capace di ascoltare e dialogare con chi ha idee differenti\, con predisposizione a mettersi in discussione. Una donna che sente dentro di sé il desiderio di conoscere e sviluppare la propria interiorità e spiritualità”. È la scelta di un percorso di genere\, volto a valorizzare la propria specificità anche in ambito esoterico\, lontano dalle distorsioni che spesso accompagnano la percezione esterna della massoneria. La Gran Maestra non nasconde che\, talvolta\, le richieste di contatto siano mosse da motivazioni distanti dai reali scopi dell’ordine\, come il lobbismo\, lo spiritismo o una semplice curiosità morbosa. Di fronte a queste situazioni\, l’atteggiamento della loggia è improntato alla massima chiarezza: “Siamo molto attente a ben specificare cosa non siamo”\, chiarisce Galla\, fugando ogni dubbio sulla natura esclusivamente filosofica e interiore dell’istituzione.   Il viaggio maieutico dall’ascolto alla maestria  Il cammino di base dei tre gradi azzurri (Apprendista\, Compagna\, Maestra) può essere ulteriormente approfondito attraverso i gradi successivi del Rito Scozzese Antico ed Accettato\, fino al trentatreesimo grado\, in totale libertà di scelta. Tale percorso è gestito dal Scfi-Supremo Consiglio Femminile d’Italia\, legato e collegato alla Glmfi. Le due istituzioni hanno tuttavia carattere indipendente. “Il percorso dei gradi superiori dal 4° al 33° è un percorso di approfondimento e perfezionamento che la massone sceglie di percorrere\, senza alcun vincolo con i tre gradi della massoneria azzurra\, prerogativa della nostra obbedienza – sottolinea la Gran Maestra -. Nelle logge il lavoro si concentra sullo studio del simbolismo come linguaggio universale\, affrontando tematiche di carattere sociale\, storico\, filosofico\, antropologico e metafisico\, confermando che la massoneria non impone una specifica ideologia\, ma offre un metodo per far convivere armoniosamente pensieri e visioni differenti”.   Dalle colonne del tempio alle sfide del futuro  L’attività delle libere muratrici non si esaurisce nella speculazione filosofica tra le mura del tempio\, ma si proietta verso l’esterno\, affrontando le problematiche concrete del nostro tempo. Attraverso la partecipazione a tavoli di discussione collegati alle istituzioni europee\, la Glmfi si impegna attivamente per la difesa dei diritti delle donne e dei fanciulli\, vigilando affinché le conquiste sociali ottenute in passato non vengano erose o ignorate nella quotidianità\, con un’attenzione costante al tema della parità salariale. La riflessione odierna della loggia si concentra su temi estremamente attuali e dibattuti\, quali la maternità consapevole\, la procreazione assistita\, lo sviluppo dell’intelligenza artificiale e l’analisi delle opportunità di carriera e delle condizioni lavorative femminili nelle diverse aree geografiche del Paese. Questo impegno dimostra come la tradizione non sia un rifugio statico nel passato\, ma uno strumento vivo per comprendere e migliorare il presente.   Il paradosso del riconoscimento mancato  Un elemento di riflessione centrale riguarda il rapporto con la massoneria maschile\, storicamente considerata l’unica depositaria della tradizione iniziatica. In Italia\, questo equilibrio è segnato da una frattura istituzionale che Galla evidenzia senza timori. “Con rammarico occorre constatare che la massoneria maschile non riconosce l’iniziazione femminile”\, dichiara\, definendo questo atteggiamento decisamente “anacronistico”. (…) Galla sottolinea come questa chiusura sia un’occasione mancata\, soprattutto se confrontata con il resto d’Europa\, dove le collaborazioni sono trasversali e la massoneria riesce a interloquire con le istituzioni pubbliche parlando con una sola voce\, pur rispettando le specificità di ciascun ordine. “In Italia restiamo frammentati – osserva con amarezza la Gran Maestra – e non riusciamo a far conoscere la massoneria per quel che è nella sua essenza\, nel suo insieme”. (…)  Noi siamo da sempre disponibili a praticare l’universalità della massoneria\, come avviene in tutta Europa”.
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SUMMARY:Estratto del servizio pubblicato nella sezione “Dossier” del quotidiano online Torino Today in data 3 Luglio 2026 a firma di Laura Dominici
DESCRIPTION:Libere e autonome: chi sono e cosa fanno le donne della Gran Loggia Massonica Femminile d’Italia (…) Le modalità di ingresso  Per le donne interessate ad avvicinarsi alla realtà della Glmfi\, il primo passo consiste nel contattare l’istituzione tramite il portale ufficiale dell’ordine. Segue un percorso di valutazione molto accurato\, pensato per verificare la sincerità e la compatibilità della candidata con la vita di loggia. Dal punto di vista pratico\, l’adesione comporta una quota annuale\, necessaria al mantenimento delle attività. Questo percorso locale si inserisce nella più ampia cornice della Gran Loggia Massonica Femminile d’Italia (Glmfi)\, un ordine iniziatico tradizionale nato nel 1974. Come spiega con fermezza la Gran Maestra Ambra Galla: “La nostra è una storia di caparbio lavoro e grande perseveranza che ha origini nel 1974\, una storia di volontà di emancipazione e di ricerca di un contesto libero in cui evolvere verso maggiori consapevolezze conquistando spazi di autodeterminazione”. Oggi la Glmfi rappresenta l’unica istituzione massonica italiana esclusivamente femminile a essere regolarmente registrata e costituita in osservanza delle leggi dello Stato\, governata da un consiglio federale con al vertice la Gran Maestra\, e forte di relazioni consolidate con le maggiori Obbedienze europee ed extraeuropee. 						\n				\n				\n		\n				\n				\n																										\n				\n				\n					\n				\n		\n					\n				\n				\n							(…) L’espressione tradizionale definisce la candidata come una donna “libera e di buoni costumi”. (…)  Si tratta\, spiega Ambra Galla\, di “una donna libera mentalmente da condizionamenti\, autonoma economicamente\, capace di ascoltare e dialogare con chi ha idee differenti\, con predisposizione a mettersi in discussione. Una donna che sente dentro di sé il desiderio di conoscere e sviluppare la propria interiorità e spiritualità”. È la scelta di un percorso di genere\, volto a valorizzare la propria specificità anche in ambito esoterico\, lontano dalle distorsioni che spesso accompagnano la percezione esterna della massoneria. La Gran Maestra non nasconde che\, talvolta\, le richieste di contatto siano mosse da motivazioni distanti dai reali scopi dell’ordine\, come il lobbismo\, lo spiritismo o una semplice curiosità morbosa. Di fronte a queste situazioni\, l’atteggiamento della loggia è improntato alla massima chiarezza: “Siamo molto attente a ben specificare cosa non siamo”\, chiarisce Galla\, fugando ogni dubbio sulla natura esclusivamente filosofica e interiore dell’istituzione.   Il viaggio maieutico dall’ascolto alla maestria  Il cammino di base dei tre gradi azzurri (Apprendista\, Compagna\, Maestra) può essere ulteriormente approfondito attraverso i gradi successivi del Rito Scozzese Antico ed Accettato\, fino al trentatreesimo grado\, in totale libertà di scelta. Tale percorso è gestito dal Scfi-Supremo Consiglio Femminile d’Italia\, legato e collegato alla Glmfi. Le due istituzioni hanno tuttavia carattere indipendente. “Il percorso dei gradi superiori dal 4° al 33° è un percorso di approfondimento e perfezionamento che la massone sceglie di percorrere\, senza alcun vincolo con i tre gradi della massoneria azzurra\, prerogativa della nostra obbedienza – sottolinea la Gran Maestra -. Nelle logge il lavoro si concentra sullo studio del simbolismo come linguaggio universale\, affrontando tematiche di carattere sociale\, storico\, filosofico\, antropologico e metafisico\, confermando che la massoneria non impone una specifica ideologia\, ma offre un metodo per far convivere armoniosamente pensieri e visioni differenti”.   Dalle colonne del tempio alle sfide del futuro  L’attività delle libere muratrici non si esaurisce nella speculazione filosofica tra le mura del tempio\, ma si proietta verso l’esterno\, affrontando le problematiche concrete del nostro tempo. Attraverso la partecipazione a tavoli di discussione collegati alle istituzioni europee\, la Glmfi si impegna attivamente per la difesa dei diritti delle donne e dei fanciulli\, vigilando affinché le conquiste sociali ottenute in passato non vengano erose o ignorate nella quotidianità\, con un’attenzione costante al tema della parità salariale. La riflessione odierna della loggia si concentra su temi estremamente attuali e dibattuti\, quali la maternità consapevole\, la procreazione assistita\, lo sviluppo dell’intelligenza artificiale e l’analisi delle opportunità di carriera e delle condizioni lavorative femminili nelle diverse aree geografiche del Paese. Questo impegno dimostra come la tradizione non sia un rifugio statico nel passato\, ma uno strumento vivo per comprendere e migliorare il presente.   Il paradosso del riconoscimento mancato  Un elemento di riflessione centrale riguarda il rapporto con la massoneria maschile\, storicamente considerata l’unica depositaria della tradizione iniziatica. In Italia\, questo equilibrio è segnato da una frattura istituzionale che Galla evidenzia senza timori. “Con rammarico occorre constatare che la massoneria maschile non riconosce l’iniziazione femminile”\, dichiara\, definendo questo atteggiamento decisamente “anacronistico”. (…) Galla sottolinea come questa chiusura sia un’occasione mancata\, soprattutto se confrontata con il resto d’Europa\, dove le collaborazioni sono trasversali e la massoneria riesce a interloquire con le istituzioni pubbliche parlando con una sola voce\, pur rispettando le specificità di ciascun ordine. “In Italia restiamo frammentati – osserva con amarezza la Gran Maestra – e non riusciamo a far conoscere la massoneria per quel che è nella sua essenza\, nel suo insieme”. (…)  Noi siamo da sempre disponibili a praticare l’universalità della massoneria\, come avviene in tutta Europa”.
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