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Allocuzione della Gran Maestra (22 ottobre 2016)

Carissime e amatissime Sorelle

Carissimi Fratelli, gentili Ospiti

Grazie a tutti di cuore di essere qui oggi in questo momento importante per noi massoni al quale abbiamo il dovere di partecipare perché il lavoro ci consente di continuare a confrontarci e a migliorare il dialogo nella nostra Obbedienza, tra le nostre Obbedienze e il mondo intero.

Purtroppo non tutte le nostre SS:. possono essere con noi oggi, alcune ci hanno lasciato, altre stanno combattendo un nemico che tenta di minare il corpo ma non certo lo straordinario spirito che le anima.

Il mio e il nostro pensiero oggi va anche a loro alle quali siamo vicino con tanto affetto.

L’anno scorso nella mia prima allocuzione mi sono soffermata e vi ho intrattenuto sul concetto di amore: quest’anno, considerato il panorama socio politico mondiale, ho deciso di spendere due parole sul concetto di unione, che per me equivale a dire concordia, fusione di energie, laboriosità.

Unione: una parola di sei sole lettere che racchiudono pero un mondo intero e che collegano passato presente e futuro: sono sei lettere che inglobano in se l’atto di congiungersi, di completarsi, di accostarsi, di fondersi gli uni agli altri ed evocano contemporaneamente l’armonia, la solidarietà e la continuità.

Per dirla in gergo matematico, l’unione è costituita dalla somma degli elementi di 2 o più insiemi .

Già di per sé la parola “suona bene” e rassicura chi la pronuncia.

Noi massoni siamo profondamente uniti perché il nostro perfezionamento, la nostra trasformazione avviene nei nostri templi massonici ed è un mutamento alimentato e generato dalla nostra energia, dall’amore, dalla fusione dei sentimenti di coloro che prendono parte ai Lavori della Tornata.

Questa unione la definiamo eggregore, fisica e spirituale, che si concretizza in un insieme matematico, un insieme di persone legate da sentimenti, ideali, usi e costumi comuni che genera energia e che lega i membri dell’eggregora in una universale Catena di Unione.

Infatti  in quel preciso istante, quando le mani e le braccia si incrociano e ci si stringe in un cerchio al centro del tempio, la propensione di ognuno di noi al bene, l’energia positiva delle anime intimamente connesse le une alle altre, cioè l’eggregora diventa tangibile e palpabile.

Mi viene in mente Cristo allorquando disse ai suoi discepoli prima di essere arrestato “occorre che noi si formi un cerchio, tenendoci per mano gli uni agli altri, chi non partecipa della catena non conosce ciò che sarà.. Contemplati in me che parlo poiché ti è dato di vedere ciò che io opero, mantieni il silenzio sui miei misteri”.

Lo stato di connessione psico-fisica dovrebbe essere raggiunto in ogni tornata rituale, attraverso due momenti che passano dal silenzio per spogliarci di ciò che ci collega al mondo profano e per trovare calma interiore, al cercare in un contatto interiore con i Fratelli e le Sorelle.

Il rito della Catena d’Unione ritengo sia uno dei momenti più affascinanti e più toccanti della Massoneria Universale che ci consente in quegli attimi di introspezione totale di evocare al splendida immagine di Kant “il cielo stellato sopra di me, la legge morale dentro di me”

Vi ho parlato di unione perché senza di essa non possiamo riprodurre una vera sinfonia universale, pochi strumenti sebbene anche ben accordati, non producono che un flebile suono.

Cari FF:. e SS:. , ritrovarsi insieme è un inizio, restare insieme è un progresso ma riuscire a lavorare insieme è un successo, perché i risultati di istituzioni come le nostre  sono il frutto dello sforzo, della passione, del lavoro, dell’impegno combinato di ciascuno di noi, un progredire che si sublima nell’Unione e nella Fratellanza Massonica.

Occorre far sì che le nostre Obbedienze battano con un solo cuore: la competizione, l’invidia, l’arroganza, generano solo odio e sconfitte.

Non è facile far parte di un team e pensare al bene comune piuttosto che al proprio: ma è proprio su questo che siamo chiamati a concentrarci affinché i nostri cantieri edili, con gli operai, gli architetti, i muratori, abbiano come unico scopo la realizzazione di un unico progetto al centro del quale c’è il bene dell’uomo.

Non siamo tutti uguali né abbiamo uguali caratteri, ma dobbiamo pensare che comunque la realizzazione individuale passa attraverso obiettivi organizzati e condivisi.

Che bello sarebbe poterci dire io credo in te, mi affido a te, anche se so che sei diverso da me.

Ritengo che ad un certo punto della vita sia necessario scegliere tra un percorso condiviso di fratellanza e di amore, rispetto ad un percorso di disgregazione e di solitudine.

Io posso dire di aver scelto.

Preferisco ammirare piuttosto che invidiare

Preferisco collaborare piuttosto che sabotare

Preferisco amare, perdonare piuttosto  che odiare

Preferisco ascoltare e non comandare

Preferisco donare piuttosto che ricevere

Preferisco rispettare piuttosto che denigrare”.

Nel mondo in cui viviamo è ancora più necessario ed urgente decidere quale via perseguire perché occorre unione per avere la speranza di ottenere la pace, serve cooperazione per proteggere la terra sulla quale viviamo, serve l’eggregora per rispettare e trovare un dialogo con le forze che operano per il bene comune.

Non è più il momento di divisioni, né di sterili critiche, né di prese di posizioni irremovibili: occorre idealmente lottare tutti insieme per sconfiggere coloro che seminano disperazione, odio, terrore paura in tutto il mondo.

Dialoghiamo dunque FF:. e SS:. sempre e comunque con tutti perché ciò genera conoscenza e allontana scontri e divisioni, nel rispetto e nella libertà di ciascuno e consente di trovare la giusta forza, la fierezza e la consapevolezza di appartenere ad una grande squadra, ad un team massonico di serie A.

Come possiamo noi Massoni non dialogare e ascoltare un mondo che grida disperato tutto il suo senso di angoscia, di inquietudine e di estrema solitudine?

Noi custodiamo una ricchezza inestimabile, un respiro comune, un afflato di amore che ci unisce e che dobbiamo donare a chi, a differenza di noi, non è riuscito ancora a capire come sia bello condividere, amare incondizionatamente, accettando se stessi con i propri limiti e i propri dubbi.

Tutto nasce vive e si sviluppa da un atto di amore.

Tutto cresce si espande e si rafforza con l’impegno, il lavoro e il coraggio di ognuno di noi.

Non gettiamo al vento i nostri talenti ma condividiamoli sempre con passione con i FF:. e le SS:. e con il mondo profano perché il tempo dell’amore non conosce la parola fine: unione e amore 10 lettere che vanno scolpite nel cuore di ognuno di noi.

La Gran Maestra