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Allocuzione della Gran Maestra (24 Ottobre 2009)

Carissime Sorelle della GLMFI, carissime sorelle e fratelli ospiti riuniti in questa giornata di festa per la nostra Obbedienza, a festeggiare con me e con tutte le mie sorelle il nuovo Consiglio Federale e l’impegno che ognuna di noi si è assunta per il prossimo anno Massonico.
Il lavoro che aspetta tutti noi è, come sempre, enorme, ma mai come in questo momento la nostra funzione appare importante per stimolare la Società  civile su temi qualificanti, sui quali riteniamo di poter portare un contributo sereno e razionale in modo da prendere parte al difficile cammino di costruzione di un contesto civile migliore e più giusto. Sulla scorta degli esempi più limpidi della libera Muratoria, la nostra Comunione cerca di assumere un ruolo preciso, quello di uno spazio fecondo per la libera elaborazione di un pensiero critico, che esalti la voce di una dimensione laica ed interculturale, purtroppo non sempre gradita nel nostro Paese. Io credo che la Massoneria contemporanea svolga un ruolo storico di azione intellettuale e socio-culturale, volta non tanto alla difesa, quanto piuttosto all’espansione di tutti quei principi etici che conformano la Carta dei Diritti Umani e che cementano le fondamenta necessarie per ogni prassi civile indirizzata alla realizzazione di una “tolleranza” attiva e costruttiva.
Il nostro operare fuori dalla politica ci lascia fortunatamente quello spazio enorme che permette di soppesare con profondo rispetto le ragioni e gli argomenti di tutti, di meditare soluzioni diverse in uno spirito di continuo esame e di dubbio permanente, senza aspirare al successo in termini di numero o di potere.
Nel corso del suo lungo cammino la Massoneria si è, di norma, posta come laboratorio di idee, come spazio libero e adogmatico di incontro tra uomini e donne diversi, che, attraverso il dialogo e lo studio accrescono la loro spiritualità , affinano la conoscenza, rinsaldano la morale e si preparano a vivere socialmente, in forza dei valori di tolleranza, libertà , uguaglianza e fratellanza.
Chi entra in Massoneria lo fa perchè sente la necessità  di perfezionarsi attraverso un cammino spirituale e, conseguentemente, accetta un percorso che lo costringe a mettersi in discussione, ad affrontare attraverso i nostri rituali alcuni temi archetipali di enorme profondità . Vorrei anche sottolineare che la Massoneria educa a non trovare le risposte essenziali e già  confezionate. Il Massone viene, da subito, invitato a non accontentarsi di quanto gli viene detto né in Loggia né fuori, i riti, i simboli, intorno a cui lavoriamo, servono a suscitare interrogativi, dubbi, perplessità , e richiedono risposte che non sono aprioristicamente determinate o scontate, ma alle quali ciascuno deve avvicinarsi in un continuo adeguamento della proprie conoscenze e della propria sensibilità .
La Massoneria dovrebbe per sua costituzione essere anticonformista, e quindi pronta a cogliere nuovi stimoli che attraversano la società , ma allo stesso tempo così matura da saperli coniugare con la sua tradizione di prudenza, di saggezza, di pacata riflessione. Questo, insomma è, o dovrebbe essere, quando vi riusciamo, il nostro lavoro.
La libera Muratoria aspira a dare un contributo forte, ma non dogmatico, alla costruzione dell’autonomia critica dei singoli, i quali non sono chiamati ad eseguire ordini o ad aderire ad un punto di vista unico, ma a confrontarsi tra loro e con il mondo reale, esaltando i valori dell’uguaglianza, della fratellanza e della libertà , che insieme fondano i presupposti intangibili della moderna democrazia. Il progetto Massonico non ha, pertanto, velleità  cospirative o ambigue, né agisce nell’ombra per scopi incomprensibili, come i nostri detrattori vogliono far credere.

Essa mira esplicitamente a formare ed educare un cittadino maturo, capace di affrontare le sfide poste dalla complessità sociale in quest’epoca di angosce e conflitti, che sempre più emergono nella postmodernità , mettendo spesso in crisi la sicurezza e l’equilibrio del mondo.

Quali sono, allora, i particolari valori su cui i Massoni si ritrovano, pur così diversi tra loro per lingua, cultura, religione, opinioni politiche e filosofiche? Qual è il mistero che tiene insieme, in una secolare catena d’unione, così tanti fratelli, che altrimenti, mai si sarebbero incontrati nella vita profana? Quale il vero segreto di questa unione? Il vero Massone percorre la sua strada cercando la luce, perchè è mosso dalla certezza che egli non detiene la conoscenza assoluta e che, quindi, gli altri, anche i più diversi, sono per lui interlocutori indispensabili e preziosi al fine di potersi avvicinare ad essa. Egli sa, infatti, che l’Ordine Massonico non possiede affatto una verità  rivelata, ma sa anche che la Massoneria, grazie al suo “sapere di non sapere”, offre uno spazio di dialogo per avvicinarsi, senza paraocchi e steccati irremovibili o dogmatici, alla verità .

Il primo segreto massonico si rivela, allora, nella capacità  di ascoltare, la virtù fondamentale richiesta all’apprendista libero muratore che, arrivato dalla vita profana carico di tutte le sue conoscenze, é invece obbligato al silenzio, affinché apprenda ad ascoltare gli altri e, quindi, solo successivamente a dialogare con essi. Infatti, in Loggia, non si deve convincere, non si deve convertire, non si deve uniformare nessuno. Ciascuno espone, dopo averlo prudentemente meditato, il suo punto di vista, proposto agli altri come un vero e proprio dono di sé, che egli offre alla sua comunità e non come soluzione finale e definitiva nel cammino della conoscenza. La parola, l’ordine del discorso, intesi come estrinsecazione di una propria intuizione, sempre superabile, criticabile se necessario, ossia come pensiero fecondo in movimento ed in continuo processo di evoluzione, costituiscono, pertanto, il secondo segreto della nostra esperienza. Ciò serve non solo a garantire la libertà individuale del singolo, ma anche a sottolinearne la responsabilità  ineliminabile. L’iniziato ascolta, interviene, suggerisce, si corregge, procede nelle sue riflessioni e finalmente agisce secondo la sua coscienza, plasmata attraverso un metodo dialogico, critico ed aperto. E’ così, che a partire dal ‘700 gli uomini di estrazione e formazione differente, hanno appreso la prima grande lezione della modernità , quella della autonomia soggettiva di pensiero e giudizio, praticata fra eguali, nonostante le allora radicate differenze di censo e di religione. Tale prassi ha fondato e scolpito in modo indelebile la nostra concezione di laicità , vissuta non come antagonismo alle fedi, ma come terreno comune di dialogo e di sociabilità  condivisa nonché condivisibile tra soggetti diversi, ma non per questo antagonisti. Andare d’accordo quando si è tutti della stessa opinione è facile, è un esercizio che non costa fatica, ma che, allo stesso tempo non porta grandi meriti. Costruire un territorio di mutua riconoscibilità , di reciproca legittimità , di identità  trasversale, di rispetto interculturale e interreligioso, questo è stato lo sforzo ed allo stesso tempo il successo straordinario realizzato dalla Massoneria nei suoi esiti migliori ed autentici. Non è un caso quindi che le più importanti e significative “Carte costituzionali” dei paesi occidentali, oppure che la “Dichiarazione dei Diritti dell’Uomo”, si siano ispirate tutte, in modo più o meno diretto, a principi palesemente massonici e che siano state redatte con il concorso determinante dei Liberi Muratori attivi sulla scena internazionale fra ‘700 e ‘800.

Il fine che l’ordine Massonico si propone è magnifico, e, se non travisati, pacifici e sereni sono i mezzi che impiega; uno lo scopo diretto: elevare l’uomo, il singolo, colui che vuole elevarsi, farlo pensare, meditare, comprendere che egli è un messaggero del supremo che del tutto è una infinitesima parte e che queste parti, nel tutto, sono legate da un solo cemento “Amore”.
 Nel contempo speculativa e costruttiva, in quanto tendente alla elevazione dell’umanità , la Massoneria ha assunto una forma ben determinata ed è diventata l’Organizzazione Universale che è oggi, diffusa in ogni parte del globo. Creato l’uomo, creati gli uomini, per istintiva simpatia della specie, essi si sono raccolti in gruppi più o meno numerosi nei quali i semi del bene e del male hanno germogliato diversamente, e già  nella società  primitiva si sono delineate le opposte tendenze di fratellanza e di egoismo, di giustizia o di violenza ed è naturale che gli elementi affini si siano raccolti attorno a chi meglio lumeggiava di ideali da raggiungere, e che una coraggiosa minoranza si sia strettamente legata per diffonderli e difenderli.

E noi che siamo i successori di quella coraggiosa minoranza abbiamo il dovere e il diritto di proseguire l’opera di diffusione del messaggio Massonico e di coltivare l’ideale di un mondo migliore.
La luce deve brillare e con essa il dialogo con tutti coloro che lo vogliono. Ma, se possibile, dobbiamo cercare il dialogo anche con coloro che stentano a farlo. E’ un impegno difficile, ma il percorso massonico è, da sempre, irto di ostacoli. Soprattutto quando si vuol essere interpreti critici della modernità  senza  prevaricare nessuno. In una società  che è cambiata e che cambia vorticosamente, anche la Massoneria è cambiata pur rimanendo fedele a se stessa, agli antichi doveri, che oggi professiamo con serenità , come una istituzione che ha molto da dare ancora alla costruzione di un mondo più giusto, ed in cui il diritto alla felicità  sia un fine collettivo e non un privilegio di pochi.
Noi non dobbiamo nasconderci, perchè nulla abbiamo da nascondere.
Anche in questo Tempio, oggi, grazie a tutti Voi, si è rinnovato il miracolo di condivisione fra uomini e donne diverse uniti da uno spirito e un ideale comune che ci tengono avvinti in una catena forte ed indissolubile che contiamo di allargare e trasmettere ai nostri figli insieme ai nostri ideali di una società  migliore.

La Gran Maestra

Gabriella Bagnolesi